COLLOCAZIONE GEOGRAFICA // VANIGLIA
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HABITAT & GEOGRAPHY
The origins of Vanilla planifolia have been traced back to Southeast Mexico and Guatemala, but today it can be found growing within 20 degrees north or south of the equator across the world. In addition to the close proximity to the equator, Vanilla grows best about 2,000 feet above sea level, in a moist, tropical climate, with temperatures hovering near 80 degrees Fahrenheit throughout the year. However, with the variety of growing locations comes a variety in the ending vanilla product, in terms of vanilla pods. As the owners of Rodelle Vanilla Products put it, “…Like wine, vanilla flavors vary depending upon the climate and soil conditions of the country of origin, as well as the cultivation, drying and curing processes used.” The most important growers and exporters of Vanilla are the islands of Madagascar and Réunion, the former of which accounts for 70% of the world’s vanilla production.
The tropics are by no means a unique home for an organism. Tropical forests have the highest diversity of any biome. The forests are dense, and vertically layered. Because of the vast number of plants in the area, competition for sunlight is particularly intense. The tropics provide the only home to millions of species, and house an estimated five to thirty million species of organisms still undiscovered. Other interesting organisms commonly found in the tropics include:Coffee arabica, Citrus reticulata, Chrysopelea paradisi,Averrhoa carambola, and Saccharum officinar.
giovedì 20 novembre 2014
Post 12 // LA TAVOLA NATURALISTICA : Vaniglia
LA TAVOLA NATURALISTICA // VANIGLIA
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La Vaniglia è originaria dell’America Centrale, ma viene comunque coltivata in tutte le regioni tropicali: in Florida, in America meridionale, in Oceania, nelle isole dell’Oceano indiano e in Africa; quella più pregiata proviene dal Madagascar e dall’isola della Réunion. Un terriccio ideale per la pianta è quello costituito da elementi specifici per orchidee, come la fibra di osmunda, lo sfagno o la corteccia di piante non resinose.
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Ambiente
Temperatura
La Vaniglia ha bisogno di esposizioni a luoghi particolarmente luminosi, evitando tuttavia i raggi diretti del sole. In inverno si consiglia di tenerla in casa, vicino ad una finestra , mentre in estate la si può tenere all’esterno, collocandola al di sotto di un albero o di un arbusto, così da tenere la pianta riparata dai raggi eccessivamente caldi.
Mantenimento
La pianta deve essere annaffiata regolarmente, eccetto che in inverno, mantenendo il substrato sempre umido, senza però lasciare nel
vaso dell’acqua stagnante: si consiglia di posizionare il vaso in un vassoio pieno di argilla espansa che va tenuta sempre umida. E’ preferibile vaporizzare spesso le foglie con acqua distillata, così da tenere constante l’umidità ambientale.
E’ opportuno fornire alla piante del concime specifico per orchidee, e farlo almeno una volta al mese nel periodo di maggiore crescita, che va da marzo ad ottobre.
Avversità
La Vaniglia non è immune all’attacco di parassiti quali afidi o cocciniglie: queste ultime rovinano le foglie e i boccioli della pianta. Si possono rimuovere manualmente, servendosi di un batuffolo di cotone impregnato di alcol e strofinando con delicatezza la parte danneggiata, o lavando la pianta con del sapone e risciacquandola molto accuratamente così da non lasciare alcun residuo. Nel caso in cui l’infestazione risulti particolarmente estesa, sarà opportuno utilizzare prodotti specifici facilmente reperibili.
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mercoledì 19 novembre 2014
Post 11 // RICETTE POPOLARI: Vaniglia
SALSA ALLA VANIGLIA
La salsa alla vaniglia è una preparazione dalla consistenza simile alla crema inglese. E' ideale da servire come dessert al cucchiaio, magari accompagnata da fragranti lingue di gatto (da preparare con gli albumi avanzati dalla ricetta), ma si presta anche servita con la classica ciambella, torte di mele o altre preparazioni dolci. E' ottima da nappare su un gelato oppure per guarnire a specchio un piatto da portata, come nel caso delle pere al cioccolato. Se non si consuma immediatamente, il suggerimento per conservare al meglio la salsa alla vaniglia è quello di coprirla con pellicola trasparente a contatto in modo che non si secchi in superficie!
Preparazione
Per preparare la salsa alla vaniglia, versate in un pentolino la panna (1) e il latte (2); incidete la stecca di vaniglia per il senso della lunghezza (3),
prelevate i semini interni con un coltellino (4) uniteli alla panna e latte (5); quindi versate nel pentolino anche la stecca di vaniglia (6) e portate a bollore a fuoco dolce; poi spegnete e lasciate in infusione per 30 minuti circa.
Nel frattempo versate lo zucchero in una ciotola (7) e unite i tuorli (8) e sbatteteli con con le fruste elettriche (9) o la planetaria, fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
A questo punto, dopo i 30 minuti di infusione, unite la parte liquida ai tuorli montati filtrandola attraverso un colino (10); mescolate delicatamente con una frusta (11) e rimettete la crema nel pentolino (12) a fuoco molto dolce.
Mescolate (13) e fate addensare la crema, ma mai portandola a bollore (6); se avete a disposizione un termometro fate attenzione a non superare gli 83°. Una volta pronta (14), se non usate subito la crema potete conservarla coperta con della pellicola facendola ben aderire alla crema stessa (15) così che non si formi una patina in superficie. Altrimenti utilizzatela per accompagnare i dolci che più preferite!
BUDINO ALLA VANIGLIA

Il budino alla vaniglia è un classico e semplice dolce al cucchiaio, che può essere gustato da solo o con l’aggiunta di panna montata, frutta fresca di stagione, coulis di frutta o salse dolci di vario genere.
Il budino alla vaniglia è preparato con latte, panna, zucchero, uova, vaniglia e gelatina in fogli; prima di essere servito va posto in frigorifero per almeno 4 ore a solidificare e solo dopo si potrà sformare e guarnire a piacere.
Preparazione
Per preparare il budino alla vaniglia cominciate mettendo i fogli di gelatina ad ammorbidire in una ciotola con dell’acqua fredda per 15 minuti (1). Incidete il baccello di vaniglia a metà (2) e prelevatene i semini sempre aiutandovi con il coltello; in un tegame versate il latte e la panna e aggiungete il baccello di vaniglia e i semini; mettete sul fuoco il tegame e portate lentamente gli ingredienti a sfiorare l’ebollizione (3).
Spegnete il fuoco, filtrate il composto in una ciotola per eliminare il baccello ed eventuali residui (4), unite quindi i fogli di gelatina, ben strizzati, e mescolate fino a scioglierli completamente. In una ciotola dai bordi alti, versate i tuorli e lo zucchero; con l’aiuto di una frusta amalgamateli (5) e quindi unite, sempre mescolando, il composto liquido di latte e panna (6). Mettete il composto ottenuto in uno stampo e fate raffreddare in frigorifero per almeno 4 ore prima di servirlo. Quando sarà il momento di sformare il budino, immergete lo stampo per qualche secondo in acqua bollente e poi sformate il budino capovolgendolo su di un piatto da portata. Decorate il budino alla vaniglia con della frutta fresca e dei ciuffetti di panna montata, oppure con salse dolci o altro di vostro gradimento.
KIPFERL ALLA VANIGLIA
L’Austria ci offre tante golosità tipiche, pensate alla raffinata sacher, ai golosi krapfen o alla più antica linzer torte. Alla lunga lista aggiungiamo anche i famosi kipferl: biscottini fragranti e gustosi, piccole prelibatezze della tradizione austriaca preparate durante il periodo dell’avvento, in attesa del Natale. Chi visita Vienna in questo magico periodo, non può esimersi dall’assaggiare questi deliziosi frollini che sono disponibili in più varianti , oltre a questa versione alla vaniglia vi proponiamo anche i gustosi kipferl al cioccolato.
Preparazione
Per realizzare i kipferl alla vaniglia ponete le mandorle nel mixer con metà dello zucchero (1) e tritatele non troppo finemente per realizzare la granella classica (2), In una ciotola setacciate la farina, unite la granella di mandorle (3), incorporate la restante metà dello zucchero semolato e
aromatizzate con i semi della bacca di vaniglia (4). Poi unite il burro freddo a pezzetti (5), le uova (6) .
Impastate gli ingredienti a mano velocemente (7) fino ad ottenere un composto omogeneo e compatto, formate un panetto (8), avvolgetelo con la pellicola trasparente (9) e lasciatelo rassodare in frigorifero per 2 ore.
Trascorso il tempo di riposo prendete il panetto (10) dividetelo in pezzetti da circa 15 gr ciascun (11), arrotolate i pezzetti per creare dei filoncini spessi ½ cm lunghi circa 10 cm (12),
ripiegate i filoncini per creare dei ferri di cavallo (13), con queste dosi otterrete circa 50 biscotti. Adagiate i biscotti su una rivestito di carta da forno (14) e poneteli a rassodare ancora 30 minuti in frigorifero. Trascorso il tempo di riposo cuocete i kipferl in forno statico preriscaldato a 170° per 20 minuti (o forno ventilato a 150° per 15 minuti). A cottura ultimata sfornate i biscottini , lasciateli raffreddare su una gratella (15) e poi cospargete la superficie con lo zucchero a velo.
domenica 16 novembre 2014
Post 10 // ORIGINI E TIPOLOGIE: Cavatappi
Il cavatappi, cavaturaccioli o levatappi è un utensile utilizzato per estrarre dal collo delle bottiglie, in genere di vino, un tappo di sughero o plastica, aprendo quindi il contenitore. È chiamato anche tirabusciò o tirabusciòn, italianizzazione del termine francese tire bouchon.
LE ORIGINI DEL CAVATAPPI
L'origine del cavatappi, un oggetto solo in apparenza semplice, è strettamente legato all'introduzione della bottiglia in vetro: usata quale recipiente per la conservazione della birra, del sidro e solo più tardi del vino, è apparsa per la prima volta in Inghilterra nella seconda metà del diciassettesimo secolo.
Il problema di un congegno per sturare le bottiglie si è posto quando il turacciolo in sughero di forma conica, facilmente estraibile manualmente poiché sporgente, è stato sostituito da quello di forma cilindrica che assicurava una migliore chiusura e quindi una migliore conservazione del prodotto contenuto nella bottiglia.
LE TIPOLOGIE DI CAVATAPPI
Post 9 // PRODUZIONE E ORIGINI: Vaniglia
La vaniglia o vainiglia (Vanilla planifolia Jacks. ex Andrews, 1808) è un'orchidea originaria del Messico.
I suoi frutti, comunemente chiamati baccelli, producono la spezia nota come vaniglia.
LA PRODUZIONE
Cifre della produzione
Il mercato relativamente ristretto della vaniglia mira a soddisfare una domanda legata all'autenticità naturale, è sottomesso ai rischi climatici e alla speculazione finanziaria. I cicloni che investono frequentemente la parte orientale di Madagascar possono effettivamente distruggere una parte importante delle piante o dei raccolti. Ma la vaniglia preparata può essere conservata per molti anni, perciò i produttori, i grossisti i commercianti possono costituire degli stock per ammortizzare le variazioni di prezzi o, d'altra parte, per approfittare di queste variazioni. Più spesso, i grandi gruppi agro-alimentari e i grandi commercianti internazionali, trattano direttamente e confidenzialmente con i coltivatori locali. In un contesto di opacità, dove un annuncio sulle produzioni può influire il livello dei prezzi, è molto difficile conoscere con sicurezza delle cifre esatte sulla produzione. È comunque condiviso da tutti gli esperti del settore, che la produzione mondiale annuale di vaniglia, è di circa 12.000 tonnellate.
Regioni di produzione
La coltura della vaniglia s'è sviluppata in diverse regioni tropicali umide del mondo. Due paesi Madagascar e Indonesia, rappresentano i maggiori fornitori mondiali. Se durante gli anni novanta la produzione indonesiana era passata in testa, il Madagascar oggi ricopre la posizione dominante.
In Madagascar, nel 2004, la vaniglia dava da vivere a 80.000 coltivatori. Soprattutto è coltivata nella regione di Sava, situata nella zona nord-orientale dell'isola dove si trovano 24.000 dei 29.500 ettari coltivati a vaniglia dell'isola. Le altre piantagioni attorno a Diego Suarez(1.500 ha), e nella regione di Toamasina (3.800 ha), che è anche il porto dal quale partono le esportazioni di questa pregiata spezia. Inoltre altri paesi continuano ad alimentare il mercato mondiale, seppur in maniera più modesta: Messico, Isole Comore, e in maniera ancora minore, la Réunion e Tahiti. Inoltre le isole Seychelles e Mauritius non ne producono più. I prodotti dell'area del sud-est dell'oceano indiano prendono il nome di Vaniglia Bourbon (Madagascar, Isole Comore e la Réunion). In questa regione, gli alisei impongono la coltura solo sulle coste orientali, che sono le più umide.
Sulla Réunion, la produzione è concentrata tra Sainte-Suzanne e Bras-Panon. Nell'arcipelago delle Comore su Anjouan e Mayotte. La coltura della vaniglia è una delle poche risorse assieme alla produzione di chiodi di garofano. Infine ci sono alcuni paesi che si sono lanciati, o rilanciati nella produzione della vaniglia: Uganda, lo stato di Kerala in India, la Papua Nuova Guinea, le Isole Tonga, ecc. Sempre alla ricerca di profitti e redditi agricoli. Si trovano tuttavia innanzi ad un mercato molto fluttuante per un prodotto che richiede più di un seguito preciso e rigoroso lungo la filiera per produrre ad una spezia di qualità. La Cina produce della vaniglia nella provincia di Yunnan.
La concorrenza degli aromi industriali
Nel 1874, il chimico tedesco Willhelm Haarmann realizza la prima sintesi artificiale di vanillina o vaniglina, a partire da una sostanza estratta dalla resina dell'abete rosso. Ma anche altre sostanze possono servire come base per una sintesi della vanillina. È utilizzando l'eugenolo (C10H12O2), estratto dai chiodi di garofano, che si sviluppa la produzione e il commercio della vanillina di sintesi. La vanillina di sintesi prende sempre più campo sia nell'industria alimentare che nell'industria cosmetica. Grazie al suo basso costo di produzione, permette di rendere popolare l'aroma della vaniglia, ma imponendo alla vaniglia naturale un concorrente troppo forte. Si stima che attualmente la produzione mondiale di vanillina industriale sia intorno alle 12.000 tonnellate all'anno, mentre tutta la vanillina naturale che potrebbe essere estratta dalla produzione mondiale di vaniglia, ne produrrebbe soltanto 40 tonnellate all'anno.
La crisi degli anni 2000
Nel 2000 il Madagascar (40% della produzione mondiale nel 1994) venne colpito dai cicloni Eline e Hudah, con il risultato che i prezzi della vaniglia naturale s'impennarono. Questa oscillazione dei prezzi fu mantenuta dalla crisi politica che scosse il paese e perturbò il mercato quando nel 2002 il Presidente Didier Ratsiraka dovette lasciare il potere a Marc Ravalomanana, (un industriale molto legato alla produzione dello yogurt e quindi personalmente interessato alla risoluzione della crisi).
La crisi ha fatto sì che paesi concorrenti come l'Indonesia, l'Uganda, la Papua Nuova Guinea e lo stesso Messico rilanciassero questa produzione altamente specializzata. D'altro canto, i prezzi raggiunti in quel periodo crearono una corsa alla produzione di vanillina industriale con i metodi più svariati.
Dopo il 2004 tuttavia i prezzi sono scesi da $500 a $25–70 (prezzo all'ingrosso per chilogrammo), $65–70 per la vaniglia Bourbon, $25–20 per le altre varietà. Malgrado questi nuovi prezzi storicamente molto bassi, gli acquirenti continuavano ad evitare i baccelli di vaniglia naturale. Il Madagascar quindi ha dovuto abbassare la sua offerta globale dal 60% al 40% per rimettersi sul mercato.
A Nizza nell'ottobre 2004 si è tenuto il primo congresso internazionale dedicato alla spezia. È stata creata anche la International Vanilla Association, prima struttura di questo genere avente lo scopo di meglio valutare i parametri del mercato.
ZONA DI ORIGINE
La pianta della vaniglia è originaria dell'America Tropicale (Messico). Oggi il Madagascar è il primo produttore al mondo di vaniglia. Messico e Polinesia sono i secondi più importanti produttori. All’inizio del XIX secolo alcune piante furono spedite a Java, poi all’isola della Reunion e alle Mauritius per provare a coltivare la preziosa vaniglia, ma, a causa della mancanza in questi territori dell’insetto impollinatore, l’impresa fu fallimentare. Col tempo si sono realizzate le impollinazioni manuali, utilizzate ancora oggi.
Post 8 // MUSICA E TESTI: Cavatappi
DookM - "Corkscrew"
Mattix & Futile - "Corkscrew"
In italia troviamo il gruppo Meabra con la canzone "Stendipanni & Cavatappi"
In italia troviamo il gruppo Meabra con la canzone "Stendipanni & Cavatappi"
Post 7 // MUSICA E TESTI: Vaniglia
Impossibile non ricordare il celebre gruppo Vanilla Ice con la loro famosissima canzone "Ice Ice Baby".
Testo della canzone:
He loves the outdoor spirit
He’s no computer man
He hates the city traffic
He doesn’t understand
He keeps a ledger diary
’cause he’s a conscious man
She’s into garbo movies
She has a retro style
That girl knows what the truth is
With her painted smile
She likes to workout with her guru video
And we don’t for trouble
Can we break it down
As we sit at the table
And we don’t burst the bubble
And we come around
Are you ready and able
Like coffee & vanilla
They eat at joe’s cantina
They like to walk the strand
They love the riviera
They get there when they can
She dances like ginger rogers
He moves like fred astaire
But they’re just cosmic lovers
You see them everywhere
She’s the comedy queen
He’s the late night king
And we don’t for trouble
Can we break it down
As we sit at the table
And we don’t burst the bubble
And we come around
Are you ready and able
Like coffee & vanilla
And they have given life a second chance
And they won’t let go
No need for loneliness
With just one glance, will we ever know?
And we don’t for trouble
Can we break it down
As we sit at the table
And we don’t burst the bubble
And we come around
Are you ready and able
Like coffee & vanilla
Like coffee & vanilla
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